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La Stadera

stardera

Dal III sec. a.C., alla comune bilancia a due bracci, venne diffusamente affiancata la stadera.

Quest’ultima è costituita da una leva a bracci disuguali e fulcro generalmente fisso. Sul braccio corto può essere appeso un unico piatto o più ganci, dove viene attaccato l’oggettoda pesare. Sul braccio lungo, che è graduato, scorre un peso detto romano. Dalla posizione di equilibrio orizzontale del braccio col romano si legge la pesata sul cursore.

Disponiamo di un’opera post archimedea sullo studio della stadera (di tarda età alessandrina) intitolata Liber de canonio, pervenutaci in latino. È un trattato di meccanica che per i metodi di dimostrazione si muove nell’ambito della teoria geometrica delle proposizioni e che spesso assume a priori le leggi dell’equilibrio (sicut demostratum est ab Euclide et Archimede). Possiamo affermare che quest’opera, con molta probabilità, è un rimaneggiamento dell’opera archimedea “Sulle bilance e sulle leve” riferita da Pappo ed andata perduta.

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